Vorrei condividere con voi le mie riflessioni su quello che mi è accaduto qualche tempo fa. Senza la pretesa di insegnare niente a nessuno, né di fare polemica.

Un sabato, durante la procedura di atterraggio dopo un magnifico volo di cinque ore, mi sono trovata in una situazione di stress elevato: la torre non era operativa quindi il traffico aereo non era coordinato da nessun organo ufficiale. La pista dedicata al volo a vela era temporaneamente chiusa per lavori di manutenzione. Una discussione inusuale alla radio mi ha messa di fronte alla sensazione che la mia presenza in prenotazione fosse d’intralcio al traffico aereo.

Tuttavia non riuscivo a mantenere la quota: ero costretta ad atterrare. Mi sono quindi trovata a dover prendere una decisione tempestiva:

  • temporeggiare l’atterraggio, e concedere una decina di minuti al Porter dei paracadutisti e ad eventuali altri aerei nella zona
  • oppure accelerare la procedura, per velocizzare il tutto e liberare la pista prima possibile?

La mia sensazione di “dar fastidio” agli altri era davvero forte. Ero stressata dalla situazione. Mi sentivo davvero in colpa per non essere riuscita ad aspettare un momento più giusto per atterrare.
Ho così deciso di velocizzare la procedura di atterraggio e fare più in fretta possibile. Ho estratto i diruttori per perdere quota, ho controllato la pista e il vento. Sono partita in sottovento e via: diretta e concentrata a mantenere la velocità corretta per l’atterraggio.
E poi niente… mi sono accorta di aver dimenticato di estrarre il carrello quando la pancia dell’aliante ha iniziato a sfregare contro l’erba della pista e la plastica delle strisce di accelerazione grattavano sulla vernice. Risultato? Aliante rovinato e orgoglio ferito.

Per fortuna non è successo nulla di grave: il danno all’aliante è lieve e l’intralcio effettivo al traffico aereo è stato praticamente nullo. L’orgoglio ferito rimane, ma almeno da questa esperienza credo di aver imparato un paio di cose:

  1. Safety first. Sebbene tutti ripetano sempre che “la sicurezza viene prima di ogni cosa”, io ho pensato ad agevolare gli altri, a dare meno fastidio possibile, invece di pensare alla sicurezza del mio volo e atterraggio.
  2. È giusto e importante prendersi il tempo necessario per fare le cose con calma, anche quando sembra che il tempo non ci sia.
  3. Seguire meticolosamente la checklist, sempre. Anzi: forse soprattutto nei momenti di stress è importante affidarsi ad una checklist!
  4. Non va dimenticato che un aliante ha la precedenza sui velivoli motorizzati, quindi il senso di colpa e la sensazione di intralcio non è giustificato.

Come mi hanno detto in molti “benvenuta nel club! Ci sono due tipi di piloti: quelli che sono atterrati senza estrarre il carrello… e quelli a cui capiterà in futuro!”