La domanda sorge spontanea quando si sentono i racconti, o si leggono dei rapporti legati ad alcuni incidenti nel campo dell’aviazione: piloti con moltissime ore di esperienza, voli incredibili alle spalle, eppure non immuni agli incidenti. Come è possibile? Come fare per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza nella nostra attività di volo?

Durante il workshop sulla sicurezza tenutosi a Berna il 27 gennaio 2018 si è voluto riflettere proprio su questa tematica, cercando di capire cosa è possibile fare per ridurre il rischio di incidenti. Questo è il primo di una serie di articoli che mirano a dare degli spunti di riflessione con questo scopo.

Tra le potenziali cause, sono state identificate queste quattro:

  1. Con l’esperienza, si tende a perdere scrupolosità e cadere nella routine, abbassando così la guardia
  2. La golosità: l’ambizione di una buona prestazione fa prendere maggiori rischi, soprattutto se si fa il confronto con le prestazioni di altri piloti e non si vuole “essere da meno”
  3. Scarso allenamento recente (soprattutto in primavera, dopo la pausa forzata invernale): la testa crede di essere in forma, ma la mano non lo è.
  4. Sottovalutare l’attività di volo, cadendo in pensieri come “Tanto a me non capita…” oppure “A me è sempre andata bene…”, o ancora “In fondo cosa vuoi che succeda…”

Vi invito a riflettere sulla tematica, chiudendo il post con una frase celebre, ma mai stata più adeguata: ci sono piloti anziani e piloti incoscienti, ma non ci sono piloti anziani incoscienti.

Se volete maggiori dettagli sul workshop sulla sicurezza, trovate le varie riflessioni a questo link (in tedesco).